Ferlinghetti e le dune di Capocotta

Ho letto qualche ora fa che è morto Lawrence Ferlinghetti, uno dei grandi guru della Cultura Beat, insieme a Jack Kerouac e Allen Ginsberg. Per la verità io credevo che fosse morto da anni e invece se n’è andato oggi alla bella età di 101 anni (il che vuol dire che la droga “buona” tanto male non fa).

Ora, io non ho alcuna competenza per dire se Ferlinghetti sia stato, o no, un grande poeta, so che però nei mitici anni 70 bisognava dire che lo conoscevi e disquisire qualche cosa di ispirato a riguardo. Ma a me il nome di Ferlinghetti – di origini italiane e laureato alla Sorbona – fa venire in mente una cosa sola. Il festival della poesia, che si inventò quel genio assoluto che fu Renato Nicolini, assessore alla cultura a Roma negli anni 70.

Nicolini diventò assessore nel pieno degli anni di piombo, quando tutti i sabati ragazzi che pensavano di essere fascisti e altri ragazzi che pensavano di essere comunisti, si scontravano e si ammazzavano pure. Senza contare il terrorismo vero e proprio. Nicolini si inventò le estati romane: danze, teatro, “performances”, musica, in tutta Roma a tutte le ore e… magicamente fece cambiare il clima psicologico della città. La felicità tornò a fluire all’improvviso.

E Capocotta? Bene, lì, dicevo, si fece il festival della poesia. Tra le splendide dune di quel paradiso si riversò una moltitudine di finti hippy alla matriciana, per ascoltare – appunto – anche Ferlinghetti, Ginsberg e poeti esistenzialisti de noantri. Performances in americano e in trasteverino; una densa nuvola di fumo di marjuana che aleggiava su tutta la cosa laziale, gente che scopava e gente che meditava colta dall’estasi artistica. Nessuno che capiva che cavolo dicessero sti santoni del peace and love a 10 anni di distanza dalla fine del peace and love, ma far finta di capire faceva veramente figo.

C’ero anch’io, e quando tornai a casa all’alba, per qualche ora, ebbi la sensazione di aver capito “la verità”. Giusto il tempo di smaltire un po’ tutto.
Le dune di Capocotta nei decenni ne hanno viste di tutti i colori, ma quella volta credo che si siano divertite anche loro.

Ferlinghetti

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